Foraffascinu, una commedia ca fa ‘mmidia

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Arrivo un po’ prima dell’inizio dello spettacolo. Voglio respirare anche io l’atmosfera che c’è dietro le quinte. E’ qui che si colgono umori e sensazioni prima dello spettacolo. Voglio da subito misurare con il termometro della mia sapienza il grado di preparazione e di organizzazione della compagnia.La bellezza di questa sua nuova commedia sta nel pretesto che la narrazione usa per parlare di diversità: la gastronomia. Sua maestà u cuddruriaddru. Una metafora azzeccata, perché si sa che il cibo è identità. Quale cusentinu non si sente rappresentato dai cudduriaddri? Anzi ne siamo orgogliosi. Ed è qui, in questo orgoglio collettivo, che un “furbetto” Umberto Stozzi, decide di metter in atto un esperimento sociologico. Dichiara pubblicamente che a lui i cuddruriaddri non piacciono, anzi che gli puzzano, addirittura che li schifa. Una “ammissione” che scatena il panico. Una confessione che spezza l’integrità collettiva di una comunità.

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