E me' a Piero

parco piero romeo

Per un attimo sembra di vederlo, Piero Romeo. E se un simile e piacevole miraggio è possibile, il merito è solo de La Terra di Piero. Bisogna essere grati a Sergio e a tutti quelli e quelle che hanno creduto in quest’idea, e continueranno a farlo. A prescindere da ciò che nei fatti sono riusciti a realizzare, al di là delle missioni in Africa e del Parco senza barriere, stanno portando avanti una battaglia di altruismo, in un tempo di isolamenti, paure, egoismi e rarefazione dei legami sociali. La guerra vera la stanno vincendo sul piano culturale. A Cosenza e nell’area urbana, coloro i quali negli ultimi decenni hanno avuto la capacità di superare le barriere dell’individualismo, spesso però non sono riusciti a oltrepassare il recinto dell’individuo, lasciandosi travolgere da gelosie e assolutismi. Così hanno riconosciuto se stessi, senza volere riconoscere gli altri, lasciandosi andare a un nichilismo dal quale usciamo tutti sconfitti. E persino quanti hanno ritenuto di poter praticare linguaggi nuovi, talvolta non sono andati oltre il pappagallesco e provinciale tentativo di conquistarsi una fettina di micropotere.

Leggi l'articolo di Claudio Dionesalvi su www.inviatodanessuno.it

 

Articolo estratto dal sito http://www.inviatodanessuno.it

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