LA TERRA DI PIERO

L’associazione

 

Piero è morto il 22 febbraio del 2011; l’associazione è nata subito, spontaneamente, nel mese di marzo a pochi giorni di distanza.

Le intenzioni e gli obiettivi da raggiungere, mutuando da quella che era la filosofia di Piero, erano chiari a tutti: poche parole e molta concretezza. Ed è così, partendo proprio da quello che è diventato lo slogan dell’associazione “pozzo farcela”, che le attività dei volontari si sono rivolte alla raccolta fondi per la costruzione di pozzi nella Repubblica Centrafricana.

L’associazione ha realizzato già nel primo anno la costruzione di un pozzo nel territorio di Paoua costato 1.800 euro ed ha contribuito alla costruzione di due asili sostenendo anche l’acquisto di banchi e cancelleria. Altro progetto, oltre alla realizzazione del secondo pozzo, è la costruzione della “Casa di Jean Paul”, un ragazzo centrafricano morto di aids vissuto per diverso tempo in Italia. Jean Paul aveva lasciato sette figli, per questo abbiamo voluto costruire una casa per la sua famiglia.

Si tratta sempre di impegni concreti e realizzabili in tempi certi. Proprio per questo l’associazione ha una struttura molto snella, operativa, composta da qualche decina di volontari che si riuniscono regolarmente per discutere delle problematiche da affrontare e decidere quali progetti perseguire, ma con un seguito di amici e sostenitori di qualche centinaio di persone, “quelle – per dirlo con le parole del presidente Sergio Crocco – che quando le chiami ci sono sempre”.

Nel 2014 l’Associazione ha realizzato un Asilo con annesso Refettorio in Madagascar, in un quartiere degradato della capitale Antananarivo. Per rendere autosostenibile l’opera è stato realizzato nello stesso plesso una scuola di cucito per le mamme dei bambini.

Nel 2015 è stato invece avviato in Tanzania il progetto “Pomoja – Insieme per la Tanzania”, che ha visto l’invio di un container con generi alimentari, medicinali, giochi distribuiti nel 2016 in alcuni orfanotrofi di Morogoro, Dodoma, Iringa e Dar es Salaam, nonchè in un ospedale della remota regione di Migoli.

Oggi, sempre in Tanzania, si sta avviando un progetto di turismo solidale il cui obiettivo è quello di finanziare due Scuole, una ad Iringa, l’altra in un villaggio Masai ai confini con il Malawi.

Oltre all’opera meritoria svolta in Africa, la Terra di Piero, radicata in un territorio come quello cosentino che presenta diverse problematiche e criticità, non ha mai disdegnato di promuovere e sostenere iniziative volte a dare aiuto ai cittadini della città bruzia. Così dalla collaborazione per l’acquisto dell’ascensore per aiutare la giovane Alessandra a entrare e uscire di casa, si è passati ad organizzare una raccolta fondi, insieme ad altre realtà associative del nostro territorio, finalizzata all’acquisto di una pedana in favore della piccola Ginevra.

Oggi abbiamo inoltre raggiunto un obiettivo molto impegnativo: la realizzazione di un Parco “Inclusivo” per bambini normodotati e diversamente abili a Cosenza, in Via Riccardo Misasi (ex Via Roma). Il Parco è stato inaugurato il 15 Luglio 2016.

Si tratta di progetti “piccoli”, in Africa come qui a Cosenza, ma concreti, di quella concretezza che riempie il cuore e l’anima, spingendo in molti a diventare per gli altri quell’esempio positivo che un ragazzo, Piero Romeo, con la sua straordinaria semplicità, è stato per questo gruppo di amici che passo dopo passo hanno deciso di realizzare quel sogno

La Terra di Piero

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